Biglietteria elettronica

Il teatro CAPITAN BOVO è inserito nel sistema di biglietteria

Questo sistema permette di acquistare il biglietto attraverso internet e nelle rivendite autorizzate di tutta Italia

Programmazione in breve


Sabato 9 Dicembre
ore 17.30

Domenica 10 Dicembre
ore 15.00

 



CINEMA WEEKEND:
GLI EROI DEL NATALE






Sabato 9 Dicembre
ore 21.00

Domenica 10 Dicembre
ore 17.15 - 19.15 - 21.15




CINEMA WEEKEND:
ASSASSINIO SULL'ORIENT EXPRESS





Lunedì 11 Dicembre ore 21.00
Martedì 12 Dicembre
15.30 -21.00


CINEFORUM 2017-18:
FINCHE' C'E' PROSECCO
C'E' SPERANZA

INGRESSO SOLO CON TESSERA

 





Giovedì 14 Dicembre
ore 21:00

Venerdì 15 Dicembre
ore 21:00

Sabato 16 Dicembre
ore 21:00

Domenica 17 Dicembre
ore 17:00 - 19:00 - 21:00

Lunedì 18 Dicembre
ore 21:00



CINEMA WEEKEND:
DUE SOTTO IL BURQA






Sabato 16 Dicembre
ore 17.30

Domenica 17 Dicembre
ore 15.00

 



CINEMA WEEKEND:
NUT JOB 2 TUTTO MOLTO DIVERTENTE





ATTENZIONE: La programmazione potrebbe subire delle variazioni indipendenti dalla volontà dell' Associazione Capitan Bovo.

ARCHIVIO GRANDI EVENTI
AL CINEMA

LA GRANDE ARTE AL CINEMA

È possibile scoprire l'arte al cinema? Immergersi nei quadri, identificare la composizione dei pigmenti, conoscere le vite degli artisti, girare in lungo e in largo per le sale dei musei più famosi del mondo di fronte alle opere e alle performance più sorprendenti, originali ed emozionanti?

La scommessa del progetto La Grande Arte al Cinema torna anche quest'anno con Nexo Digital, pioniera di questa nuova frontiera del cinema che ha lanciato un "genere" del tutto nuovo in Italia e nel mondo.

LA GRANDE ARTE AL CINEMA
CANALETTO A VENEZIA
MERCOLEDI' 29 NOVEMBRE ORE 21.00

Giovanni Antonio Canal, universalmente conosciuto come Canaletto, nacque nell'ottobre del 1697 a Venezia, la città di cui dipinse infinite vedute per le quali divenne noto già dal Settecento. La precisione delle architetture e della prospettiva che spicca nelle sue opere deriva dalla formazione che, sin da giovanissimo, l'artista acquisì presso la bottega del padre Bernardo, specializzato nella produzione di scenografie per allestimenti teatrali veneziani. Ma Canaletto (1697-1768) fu molto più che un eccellente vedutista, com'è possibile comprendere studiando i suoi lavori e confrontandoli con le vedute reali.

 

Canaletto a Venezia garantisce allo spettatore un accesso unico alle opere d'arte di Canaletto conservate presso la Royal Collection di Londra, molte delle quali esposte nella mostra "Canaletto e l'arte di Venezia", presso la Galleria della Regina a Buckingham Palace (fino al 12 novembre 2017). Il film offre inoltre l'opportunità di entrare in due residenze reali ufficiali - Buckingham Palace e Windsor Castle - per conoscere più da vicino l'artista e il suo principale agente Joseph Smith, Console britannico a Venezia che introdusse il pittore nel Regno Unito.

Gli spettatori si avventureranno così in un singolare Grand Tour, visitando i luoghi amati dai contemporanei di Canaletto e da lui immortalati in vedute indimenticabili - dal Ponte del Rialto a Piazza San Marco, da Palazzo Ducale fino alla Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, guidati dai curatori della Royal Collection Trust e dai maggiori esperti al mondo della storia di Venezia. Nessun altro artista ha catturato l'essenza e il fascino di Venezia come ha saputo fare Canaletto. Nonostante il rapporto intimo del pittore con la città in cui nacque, visse e morì, la più grande collezione delle sue opere è conservata nel Regno Unito, all'interno della Royal Collection. Nel 1762, Re George III acquistò infatti quasi tutti i lavori dell'artista collezionati da Joseph Smith.

Molte opere di questa collezione sono esposte ora nella mostra "Canaletto e l'arte di Venezia" che, dopo Londra, approderà nelle grandi città italiane per esplorare le origini dell'arte dell'artista veneziano.

Prezzi biglietti : INTERI 10,00 euro / CONVENZIONI 8,00 euro ( I POSTI NON SONO NUMERATI)



EVENTI PASSATI

LA GRANDE ARTE AL CINEMA
LOVING VINCENT
GIOVEDI' 16 NOVEMBRE ORE 21.00

I capolavori di Vincent van Gogh prendono vita al cinema! Il primo lungometraggio interamente dipinto su tela che racconta le opere e la vita di Vincent van Gogh. Un originale incontro tra arte e cinema vincitore del Premio del Pubblico al Festival d'Annecy "Non possiamo che parlare con i nostri dipinti" – Vincent van Gogh Nessun altro artista al mondo ha dato vita a così tante leggende quanto Vincent van Gogh (1853-1890).

 

Dopo il successo di "Van Gogh Alive – The Experience" (la mostra multimediale più visitata al mondo), arriva finalmente al cinema una nuova straordinaria esperienza visiva: un appuntamento nato dal connubio tra arte e tecnologia che segnerà una nuova frontiera per la Grande Arte al Cinema, offrendoci l'opportunità di conoscere in modo nuovo uno degli artisti più amati di sempre. Definito come un martire, un satiro lussurioso, un folle, un genio e un fannullone, e spesso anche travisato e oscurato dal mito e dal tempo, il vero Vincent viene improvvisamente svelato dalle sue lettere.

Ispirandosi al suo ultimo scritto, quello in cui annotava "Non possiamo che parlare con i nostri dipinti",Loving Vincent ha scelto di partire dalle parole dell'artista, lasciando che fossero proprio i dipinti a raccontare la storia e l'opera del pittore olandese esposto nei più importanti musei del mondo, da Amsterdam a New York, da Londra a Mosca, da Parigi a Dallas. Scritto e diretto da Dorota Kobiela & Hugh Welchman, Loving Vincent è infatti il primo lungometraggio interamente dipinto su tela. Realizzato elaborando i quadri dipinti del pittore, il film è composto da migliaia di immagini create nello stile di Vincent van Gogh realizzate da un team di 125 artisti che hanno lavorato anni per arrivare a un risultato originale e di enorme impatto. Un lungometraggio poetico e seducente che mescola arte, tecnologia e pittura e si è aggiudicato il Premio del Pubblico all'ultimo Festival d'Annecy. Del resto la forma d'arte di questo film è differente dalla pittura. Se la pittura fissa uno specifico momento della realtà, il film appare fluido, sembra muoversi tra lo spazio e il tempo. Per questo il Painting Design Team ha impiegato un anno per re-immaginare i quadri di van Gogh come se fossero un film. In Loving Vicent 94 quadri di van Gogh sono riprodotti in una forma simile a quella originale e più di 31 dipinti sono rappresentati parzialmente. La narrazione – che riporta in vita opere come Caffè di notte, Campo di grano con volo di corvi, Notte stellata, ma anche ritratti e autoritrattidi van Gogh- si apre in Francia, nell'estate del 1891. Armand Roulin, un giovane inconcludente e privo di aspirazioni, riceve da suo padre, il postino Joseph Roulin, una lettera da consegnare a mano a Parigi. Il destinatario è Théo van Gogh, fratello del pittore che si è da poco tolto la vita. Armand non è per nulla felice della missione affidatagli: è imbarazzato dall'amicizia che legava suo padre e Vincent, un pittore straniero che si è tagliato l'orecchio ed è stato internato in un manicomio locale. Ma a Parigi non c'è alcuna traccia di Théo. La ricerca condurrà Armand da Père Tanguy, commerciante di colori, e quindi nel tranquillo villaggio di Auvers-sur-Oise, a un'ora da Parigi, dal medico che si occupò di Vincent nelle sue ultime settimane di vita, il Dottor Paul Gachet. Conosceremo così la locanda dei Ravoux, dove Vincent soggiornò per le ultime dieci settimane e dove il 29 luglio 1890 morì per un proiettile nell'addome. Qui Armand incontrerà anche la figlia del proprietario, Adeline Ravoux, la domestica e la figlia del dottore e -presso il fiume dove Vincent trascorse i suoi giorni- anche il Barcaiolo che lo conobbe. Un viaggio attraverso strazianti rivelazioni per capire e apprezzare l'appassionante vita e la straordinaria opera di Vincent van Gogh. Le sembianze dei personaggi del lungometraggio si ispirano a volti noti del mondo del cinema, abbinati ai dipinti che essi rappresentano: Douglas Booth (Jupiter: il destino dell'universo, Noah) nel ruolo di Armand Roulin Eleanor Tomlinson (Poldark, Il cacciatore di giganti) nel ruolo di Adeline Ravoux Jerome Flynn (Game of Thrones) nel ruolo del Dottor Gachet (il dipinto che ha detenuto il record di quadro col prezzo più alto per quattordici anni, il periodo di tempo più lungo di sempre) Saoirse Ronan (nomination Oscar per Brooklyn e Espiazione) nel ruolo di sua figlia Marguerite Gachet Chris O'Dowd (Le amiche della sposa, IT Crowd) è il postino Joseph Roulin John Sessions (Filth-Il lercio, Gangs of New York) nel ruolo del fornitore di pittura di Vincent, Père Tanguy Aidan Turner (Poldark, Lo Hobbit) è il Barcaiolo nel dipinto di Vincent, La riva dell'Oise ad Auvers Helen McCrory (Harry Potter) nel ruolo di Louise Chevalier, la domestica del Dottor Gachet L'attore di teatro Robert Gulaczyk riveste il ruolo del protagonista del film, Vincent van Gogh

 

Prezzi biglietti : INTERI 10,00 euro / CONVENZIONI 8,00 euro ( I POSTI NON SONO NUMERATI)



LA GRANDE ARTE AL CINEMA
BOTTICELLI INFERNO
MERCOLEDI' 9 NOVEMBRE ORE 21.00

Cosa si nasconde veramente dietro all'Inferno disegnato da Botticelli? Un film che ci guida attraverso i misteri del disegno che ha ispirato lo stesso Dan Brown.

A poche settimane dall'uscita del colossal Hollywoodiano di Ron Howard, un'indagine che lascerà senza fiato. Botticelli è famoso in tutto il mondo come pittore della Primavera e della Nascita di Venere. C'è però anche un lato più oscuro e in parte meno esplorato di questo genio del Rinascimento. Come quello che lo vede autore di oltre 90 disegni ideati per illustrare la "Divina Commedia". Tra essi uno rappresenta il cratere dell'Inferno dantesco, un altro lo stesso Lucifero… Un'indagine sul lato oscuro di Botticelli, sulla storia della sua vita di artista, sulle sue passioni e i suoi conflitti interiori. Una gigantesca produzione di Michael Heiks e Irene Höfer.

 

 

 

Prezzi biglietti : INTERI 10,00 euro / CONVENZIONI 8,00 euro ( I POSTI NON SONO NUMERATI)



LA GRANDE ARTE AL CINEMA
IL CURIOSO MONDO DI HIERONYMUS BOSCH
MERCOLEDI' 14 DICEMBRE ORE 21.00

Il fantastico mondo di uno dei geni creativi più importanti della storia dell'arte raccontato attraverso la mostra sold-out della sua città natale.

Basato sull'acclamata mostra che nella sua città natale ha riunito quasi tutti i suoi maggiori dipinti e disegni prestati dalle collezioni di tutto il mondo, il film fa rivivere questa esposizione senza precedenti, capace di conquistare quasi mezzo milione di visitatori a 500 anni dalla morte dell'artista.

Ma chi è Hieronymus Bosch (1453-1516)? Perché i suoi dipinti strani e fantastici sono così popolari? Come riesce a connettere il mondo medievale e quello rinascimentale? E da dove arrivano le sue visioni non convenzionali e senza tempo? Un film di David Bickerstaff e Phil Grabsky nell'ambito del progetto Exhibition on Screen.





LA GRANDE ARTE AL CINEMA
IO, CLAUDE MONET
MERCOLEDI' 15 FEBBRAIO ORE 21.00

Tremila lettere di Claude Monet. È a partire da questo immenso patrimonio che si snoda Io, Claude Monet, il nuovo docu-film di Phil Grabsky che arriva al cinema solo 15 febbraio nell'ambito della stagione della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital.

Proprio a partire dagli scritti di Monet (Parigi, 1840 – Giverny, 1926), accostati alle straordinarie opere conservate nei più importanti musei del mondo, il film rivela la tumultuosa vita interiore del pittore di Giverny, tra momenti di intensa depressione e giorni di assoluta euforia creativa, offrendone così un ritratto complesso e commuovente. Attraverso più di cento dipinti filmati in alta definizione lo spettatore potrà conoscere la vita emotiva e creativa del pittore che con il suo Impression. Soleil levant, esposto nell'aprile del 1874 nello studio del fotografo Nadar, fece parlare il critico Louis Leroy della prima "esposizione degli impressionisti", dando involontariamente vita al termine che avrebbe segnato buona parte della storia dell'arte europea di fine Ottocento. Riportate alla vita dall'acclamato attore britannico Henry Goodman, le lettere di Monet narrano infatti il percorso dell'artista da enfant prodige e appassionato caricaturista a maestro indiscusso di fama internazionale e registrano con attenzione gli incontri più importanti – come quelli col pittore Eugène Boudin e col primo ministro e amico Georges Clemenceau, che nel 1899 gli scrive "Voi ritagliate dei pezzetti di cielo e li gettate in faccia alla gente. Niente sarebbe così stupido come dirvi grazie: non si ringrazia un raggio di sole". Molte lettere mostrano inoltre la disperazione, i momenti di oscura depressione e anche il tentativo di suicidio, i problemi di salute, i lutti e le complesse relazioni con Camille Doncieux e Alice Hoschedé, prima e seconda moglie dell'artista. "Sono assolutamente disgustato e demoralizzato dall'esistenza che sto conducendo da così tanto tempo… Ogni giorno porta con sé nuovi affanni e nuove difficoltà, da cui non riuscirò a liberarmi", scrive Monet al medico George de Bellio sul finire degli anni '70 dell'Ottocento. Ma in egual misura la corrispondenza di Monet celebra le gioie della pittura e del mondo naturale. Siamo nella "Mecca dell'Impressionismo", quella Giverny in cui Monet dipingeva sotto il sole cocente e sotto la pioggia battente per studiare tutte le infinite sfumature della luce. Un luogo descritto come una visione paradisiaca dai visitatori del tempo, gli stessi che si fermano sul bordo della strada a sbirciare papaveri di campo, primule, violette, margherite, fiordalisi, o che allungano il collo dai finestrini del treno per scorgere il ponticello giapponese o un angolo dello stagno, con quelle ninfee "silenti e misteriose più di ogni altro fiore", passione e ossessione decennale di un artista che inseguì il sogno della forma e del colore quasi fino all'autodistruzione. erano l'anima del duo giardino. Io, Claude Monet ripercorre i luoghi in cui Monet dipinse e scrisse le sue lettere, da Honfleur a Étretat, da Parigi a Venezia, da Londra a Le Havre e dà inoltre spazio alla corrispondenza poco nota coi colleghi impressionisti Bazille, Manet e Pissarro e agli accesi scambi di opinione col mercante Paul Durand-Ruel, mostrando il rapporto spesso conflittuale di Monet con il mondo dell'arte. Il regista Phil Grabsky spiega: "Amo molto lavorare sulle biografie degli artisti, perché quando si legge con attenzione la loro corrispondenza, quando si torna nei luoghi in cui hanno vissuto e si esaminano attentamente i dipinti che hanno realizzato, se ne rintraccia una personalità più ricca e sincera. È quanto accaduto con Monet. Non c'è nulla scontato in questo artista. Ciò che colpisce con maggior forza è la sua passione, la sua ricerca senza fine e, infine, la sua genialità".

Prezzi biglietti : INTERI 10,00 euro / CONVENZIONI 8,00 euro ( I POSTI NON SONO NUMERATI)



LA GRANDE ARTE AL CINEMA
RAFFAELLO IL PRINCIPE DELLE ARTI (NO 3D)
MERCOLEDI' 5 APRILE ORE 21.00

Dopo il successo dei primi 3 film, Sky e Nexo Digital, in collaborazione con i Musei Vaticani, e con Magnitudo Film, presentano il quarto film d'arte per il cinema: "Raffaello – il Principe delle Arti ", la prima trasposizione cinematografica mai realizzata su Raffaello Sanzio (1483-1520).

Il film è stato riconosciuto di interesse culturale dal MiBACT – Direzione Generale Cinema. "Raffaello – il Principe delle Arti ", segue il percorso tracciato dai 3 precedenti progetti, con un ulteriore apporto innovativo che pone l'accento su un aspetto ancora più cinematografico: è un connubio tra digressioni artistiche, affidate a celebri storici dell'arte, raffinate ricostruzioni storiche, che garantiscono un coinvolgimento intimo ed emotivo, e le più evolute tecniche di ripresa cinematografica in 3D ed UHD per un'esperienza visiva totalizzante e coinvolgente. La digressione artistica partirà da Urbino (città natale di Raffaello) passando per Firenze, per approdare a Roma e in Vaticano, al contempo apice ed epilogo del folgorante percorso artistico di Raffaello: un totale di 20 location e 70 opere, di cui oltre 30 di Raffaello, raccontate attraverso molteplici esclusive e punti di vista inediti. La digressione artistica sarà affidata al commento autorevole ed appassionato di tre celebri storici dell'arte: Antonio Paolucci, Antonio Natali e Vincenzo Farinella. Le ricostruzioni storiche, ispirate a dipinti dell'800 che testimoniano frammenti di vita di Raffaello, rappresentano istantanee della vita dell'artista, momenti delicati ed evocativi capaci di coinvolgere emotivamente lo spettatore introducendolo nei capitoli di digressione artistica. A dare il volto a Raffaello Sanzio nelle ricostruzioni storiche sarà l'attore e regista Flavio Parenti (To Rome With Love, Io sono l'amore, Un Matrimonio). La Fornarina, la donna amata dall'artista, sarà interpretata da Angela Curri (La mafia uccide solo d'estate), mentre Enrico Lo Verso darà il volto a Giovanni Santi e Marco Cocci a Pietro Bembo. Scenografia e costumi sono stati curati da due eccellenze del cinema italiano, rispettivamente Francesco Frigeri e Maurizio Millenotti.



LA GRANDE ARTE AL CINEMA
MICHELANGELO AMORE E MORTE
MERCOLEDI' 21 GIUGNO ORE 21.15

Scultore, pittore, architetto e poeta, l'artista nato a Caprese nel 1475 sarà il protagonista dell'ultimo docu-film, con eccezionali immagini in alta definizione, della stagione 2017 della Grande Arte al Cinema. Michelangelo. Amore e morte, che arriverà al Capitan Bovo il 21 giugno, propone infatti un viaggio cinematografico d'eccezione attraverso le opere, i musei e i luoghi fondamentali della vita del Buonarroti: Firenze naturalmente, e poi Roma e la Città del Vaticano. Diretto da David Bickerstaff e prodotto da Phil Grabsky il docu film si snoda attorno a una delle figure più carismatiche ed enigmatiche del Rinascimento, esplorandone i rapporti con i contemporanei e l'eredità artistica che ha lasciato dietro di sé. Ripercorrendo la biografia di Vasari, si comincia con l'apprendistato nella bottega del Ghirlandaio e l'incontro con Lorenzo il Magnifico nel Giardino di San Marco, una sorta Accademia ante litteram dove i giovani talenti studiavano le opere e le tecniche artistiche, copiando giorno dopo giorno le collezioni di arte antica dei Medici; seguono lo studio attento del corpo umano, di cui ci racconta il professore di anatomia Peter Abrahams, e la relazione complessa con i vari, eccezionali artisti fiorentini dell'epoca. Il film invita gli spettatori ad esaminare intimamente le opere e il processo artistico di Michelangelo: dalle cave di Carrara da cui ha attinto i suoi marmi, come ci racconta Francesca Nicoli dei Laboratori Artistici Nicoli, sino ai segreti dei lavori di più recente attribuzione. Il percorso si snoda infatti dalle opere più antiche, come i rilievi marmorei della Madonna della Scala e della Centauromachia conservati a Casa Buonarroti, cui ci introduce il direttore Alessandro Cecchi, per passare poi ad analizzare il Crocifisso di Santo Spirito in legno policromo, mostrando la cura con cui l'artista, ancora giovanissimo, riesce a descrivere l'anatomia del Cristo. Il documentario ci guida quindi alla scoperta dei grandi capolavori pittorici, dal Tondo Doni degli Uffizi alla Deposizione di Cristo nel sepolcro della National Gallery, dalla volta della Cappella Sistina al Giudizio Universale, e approfondisce il delicato e appassionato tema del non finito che caratterizza molte delle opere dell'artista. Il regista propone inoltre un excursus al Victoria and Albert Museum di Londra dove Holly Trusted, Curatrice del Dipartimento Sculture del museo, ci accompagna nell'Italian Cast Court, ora ribattezzata Weston Cast Court, dove spicca la copia in gesso del David di Michelangelo, realizzata da Clemente Papi nel 1850 e destinata alla formazione di studenti d'arte. Tra gli altri luoghi del film anche il Dipartimento delle arti figurative occidentali dell'Ermitage (di cui conosciamo il responsabile Sergej Androsov), dove si trova il Ragazzo accovacciato in marmo, attribuito a Michelangelo solo in epoca recente. Michelangelo. Amore e morte offre inoltre la straordinaria possibilità di conoscere i bronzi Rothschild, nudi virili in bronzo che cavalcano due pantere. Appartenute ai banchieri Rothschild, le due sculture sono state attribuite al maestro e sarebbero gli unici bronzi michelangioleschi sopravvissuti ai secoli come ci spiega Victoria Avery, Conservatrice di Arte Applicate del Museo Fitzwilliam di Cambridge. Tra le testimonianze raccolte dal regista ci sono inoltre quelle dei critici d'arte Martin Gayford, Jonathan Jones, Jennifer Sliwka e Cristina Acidini, quella del delegato per i dipartimenti scientifici ed i laboratori di restauro dei Musei Vaticani, Professore Arnold Nesselrath, e quella dell'artista Tania Kovats. Michelangelo. Amore e morte fa parte della stagione della Grande Arte al Cinema, distribuita in esclusiva per l'Italia da Nexo Digital con i media partner Sky Arte HD e MYmovies.it.

Prezzi biglietti : INTERI 10,00 euro / CONVENZIONI 8,00 euro ( I POSTI NON SONO NUMERATI)